Foto progetto Casa Viola, recupero di elementi di arredo di diverse epoche
Quando si parla di ristrutturazione sostenibile, il primo pensiero va spesso alla scelta di materiali ecosostenibili, all’efficienza energetica o all’utilizzo di tecnologie più efficienti.
Sono aspetti importanti, ma la sostenibilità di un progetto può iniziare ancora prima: dalla capacità di riconoscere il valore di ciò che esiste già.
Una ristrutturazione, infatti, non parte mai da uno spazio completamente vuoto. Ogni appartamento porta con sé una storia fatta di pavimenti, porte, rivestimenti, arredi, materiali e dettagli che possono essere conservati, trasformati o riutilizzati.
Progettare in modo sostenibile significa quindi anche interrogarsi su ciò che vale la pena mantenere, su ciò che può avere una seconda vita e su ciò che invece deve essere sostituito.

Foto progetto Casa Giurdi, recupero dell’esistente
Uno degli aspetti più importanti di una ristrutturazione sostenibile è la capacità di distinguere ciò che deve essere demolito da ciò che può essere recuperato.
Un pavimento in legno può essere levigato e riportato a nuova vita. Una porta può essere restaurata o reinterpretata attraverso una nuova finitura. Un elemento in marmo può essere recuperato e trasformato in un nuovo dettaglio dell’abitazione. Anche alcuni arredi esistenti possono trovare una nuova collocazione all’interno di una distribuzione completamente diversa.
Queste scelte non devono essere considerate semplicemente come un modo per ridurre i costi.
Il riuso dei materiali può diventare infatti parte integrante del progetto di architettura e interior design.
Un elemento preesistente, inserito consapevolmente in un ambiente contemporaneo, può creare un contrasto interessante tra passato e presente e contribuire a rendere lo spazio più personale.
In questo senso, il riuso non è una rinuncia: è una scelta progettuale.

Foto progetto Casa Giurdi, recupero del pavimento in cementine
Ogni materiale che viene recuperato è un materiale che non deve necessariamente essere prodotto, trasportato e smaltito nuovamente.
La demolizione selettiva e il recupero degli elementi esistenti permettono quindi di ridurre la quantità di rifiuti prodotti durante una ristrutturazione e, allo stesso tempo, di conservare una parte della storia dell’edificio.
Questo approccio richiede però una fase di analisi preliminare.
Prima di decidere cosa demolire, è necessario valutare lo stato di conservazione, le caratteristiche tecniche e la possibilità di integrare ogni elemento nel nuovo progetto.
È proprio in questa fase che il ruolo dell’architetto diventa fondamentale: non soltanto progettare il nuovo, ma capire come dialogare con ciò che già esiste.
La sostenibilità, in questo senso, può partire da una domanda molto semplice: è davvero necessario sostituirlo?

Foto dello studio con i campioni di materiali selezionati
Quando è necessario introdurre nuovi materiali, la scelta dovrebbe andare oltre il semplice concetto di “materiale ecologico”.
Un materiale ecosostenibile non dovrebbe essere valutato soltanto sulla base della sua origine o della presenza di una certificazione, ma considerando il suo intero ciclo di vita.
Possono entrare in gioco diversi fattori: la provenienza delle materie prime, il processo produttivo, la quantità di materiale riciclato presente, la possibilità di riciclarlo a fine vita, la durata nel tempo, la manutenzione necessaria e le emissioni nell’ambiente interno.
Per questo, nella progettazione di un’abitazione, è importante considerare il materiale all’interno dell’intero ciclo di vita.
Un prodotto particolarmente durevole, facilmente manutenibile e destinato a rimanere in un ambiente per molti anni può rappresentare una scelta più sostenibile rispetto a un materiale che deve essere sostituito frequentemente.
La sostenibilità, quindi, non coincide necessariamente con la ricerca della novità.
Spesso significa semplicemente scegliere meglio.
Un interno progettato per durare nel tempo produce meno necessità di sostituzione e di nuove ristrutturazioni.
Questo vale sia per i materiali sia per le scelte estetiche.
Un progetto capace di superare le tendenze del momento, attraverso proporzioni equilibrate, materiali durevoli e soluzioni funzionali, può mantenere il proprio valore per molti anni.
La durabilità dei materiali diventa così una componente importante della progettazione sostenibile.
Non progettare uno spazio pensando soltanto a come apparirà oggi, ma immaginare come potrà essere vissuto tra dieci, venti o trent’anni.
Un pavimento che può essere ripristinato, una superficie facilmente manutenibile o un arredo progettato per essere modificato e riutilizzato sono tutte scelte che possono contribuire a ridurre il consumo di risorse nel lungo periodo.
Una ristrutturazione sostenibile dovrebbe considerare anche la possibilità che le esigenze degli abitanti cambino nel tempo.
Una casa può accogliere nuove necessità familiari, cambiare destinazione d’uso di alcune stanze o richiedere modifiche agli impianti e agli arredi.
Per questo è importante, quando possibile, progettare ambienti flessibili, facilmente adattabili e semplici da manutenere.
Anche la possibilità di sostituire un singolo elemento senza dover intervenire sull’intero ambiente può contribuire a ridurre gli sprechi futuri.
La sostenibilità non riguarda quindi soltanto il momento della ristrutturazione, ma l’intera vita dello spazio progettato.
Il tema dei materiali si inserisce all’interno di un approccio più ampio alla sostenibilità dell’abitazione.
L’efficienza energetica, l’isolamento, la corretta gestione della luce naturale, la ventilazione e la scelta degli impianti contribuiscono a migliorare contemporaneamente i consumi e il comfort abitativo.
Una casa sostenibile non dovrebbe essere soltanto una casa che consuma meno, ma una casa nella quale le persone possano vivere meglio.
Per questo, in un progetto di ristrutturazione di un appartamento, è importante mettere in relazione prestazioni energetiche, qualità degli ambienti, materiali, illuminazione e distribuzione degli spazi.
L’attenzione alla sostenibilità diventa così parte di una progettazione più ampia, nella quale efficienza e qualità dell’abitare procedono insieme.
Anche l’interior design sostenibile parte dalla stessa filosofia.
Arredi, materiali, illuminazione e finiture non dovrebbero essere considerati elementi indipendenti, ma parti di un unico progetto.
Recuperare un mobile esistente, scegliere una finitura durevole, utilizzare materiali riciclati o certificati quando appropriato e progettare arredi capaci di adattarsi nel tempo sono tutte possibilità che possono contribuire a ridurre l’impatto complessivo di un intervento.
Ma la sostenibilità non deve necessariamente tradursi in un’estetica riconoscibile o in un particolare stile.
Un ambiente sostenibile può essere contemporaneo, essenziale, classico o personale.
Ciò che conta è il modo in cui viene progettato.
Non esiste una soluzione unica per rendere sostenibile una ristrutturazione.
Ogni edificio ha caratteristiche diverse e ogni progetto richiede un equilibrio tra esigenze funzionali, estetiche, economiche e ambientali.
Per questo la sostenibilità non dovrebbe essere considerata come un insieme di regole da applicare indistintamente, ma come un metodo di progettazione.
Recuperare quando è possibile. Sostituire quando necessario. Scegliere materiali durevoli. Ridurre gli sprechi. Migliorare l’efficienza energetica. Progettare spazi capaci di adattarsi al futuro.
In definitiva, ristrutturare in modo sostenibile significa dare più valore alle risorse che abbiamo già.
E forse è proprio questa una delle sfide più interessanti dell’architettura contemporanea: non costruire sempre qualcosa di nuovo, ma imparare a guardare ciò che esiste con occhi nuovi.

Foto progetto Casa Ana
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Micolani Santangelo Architetti si occupa di progettazione architettonica, ristrutturazione e interior design a Milano, sviluppando ogni intervento in relazione alle caratteristiche dello spazio, alle esigenze di chi lo abita e alle possibilità offerte dall’edificio esistente.
Dalla definizione degli spazi alla scelta di materiali e finiture, fino agli aspetti tecnici e burocratici, ogni progetto nasce dall’idea che una buona ristrutturazione non debba semplicemente trasformare un ambiente, ma valorizzarne le potenzialità e migliorarne la qualità nel tempo.